Il ladro della messa vespertina, parte 1
Il cartello recitava a grandi lettere: CHIUSO PER DANNI DA MALTEMPO. Ma Mattia, quattordici anni, le mani costantemente in tasca per sfiorare il suo smartphone modificato e la mente persa tra i faldoni della storia locale, non se la beveva affatto. Borgopianura non aveva subìto tempeste così forti da giustificare le transenne attorno alla chiesa dell'Addolorata. E poi c’era stato quel dialogo surreale con il parroco, Don Luca. "Solo infiltrazioni d'acqua, ragazzo, circolare," aveva tagliato corto il prete, con gli occhi che schizzavano a destra e a manca e le dita che tormentavano il colletto della tonaca. Decisamente troppo nervoso per un tetto che gocciola. Mattia aspettò che il sole tramontasse dietro i tetti di Borgopianura. Quando la piazza si svuotò, si infilò nel vicolo laterale della chiesa. Non aveva bisogno di scassinare la porta: l'informatica e un pizzico di "tecnologia non ancora inventata" erano i suoi grimaldelli. Estraendo...