Posts

Showing posts from June, 2026

Il ladro della messa vespertina, parte 1

Image
​Il cartello recitava a grandi lettere: CHIUSO PER DANNI DA MALTEMPO. Ma Mattia, quattordici anni, le mani costantemente in tasca per sfiorare il suo smartphone modificato e la mente persa tra i faldoni della storia locale, non se la beveva affatto. ​Borgopianura non aveva subìto tempeste così forti da giustificare le transenne attorno alla chiesa dell'Addolorata. E poi c’era stato quel dialogo surreale con il parroco, Don Luca. "Solo infiltrazioni d'acqua, ragazzo, circolare," aveva tagliato corto il prete, con gli occhi che schizzavano a destra e a manca e le dita che tormentavano il colletto della tonaca. Decisamente troppo nervoso per un tetto che gocciola. ​Mattia aspettò che il sole tramontasse dietro i tetti di Borgopianura. Quando la piazza si svuotò, si infilò nel vicolo laterale della chiesa. Non aveva bisogno di scassinare la porta: l'informatica e un pizzico di "tecnologia non ancora inventata" erano i suoi grimaldelli. ​Estraendo...

Tepeznef, il gatto investigatore - Capitolo 5

Image
Tebe è divisa dal Nilo. Se il lato occidentale è il regno del tramonto e delle tombe, il lato orientale è quello dei vivi. I Granai del Tempio di Amon si trovano a nord del Grande Tempio di Karnak, protetti da una massiccia cinta muraria in mattoni crudi. ​I granai non sono semplici capanni. Sono strutture a forma di alveare, o piramidi tronche, costruite in mattoni di fango essiccato al sole. Si entra dall'alto tramite una scala esterna per versare il grano, mentre alla base ci sono piccole aperture sigillate con fango e contrassegnate dai sigilli dello scriba, utilizzate per il prelievo. ​Il sole non era ancora sorto quando Ipy attraversò il viale delle sfingi verso i magazzini settentrionali. Io lo seguivo a distanza, scivolando tra le ombre delle colonne, con i polpastrelli che godevano del fresco mattutino sulla pietra. Ipy puntò lo sguardo verso il terzo granaio, evidentemente aveva notato quello che avevo visto io: il livello era sceso di tra braccia. Il giorno precedente av...

Mattia e i misteri della Repubblica - Episodio 1 - L'Ultima notte del Re

Image
  Il ticchettio dell'orologio da tasca del nonno, l’unico cimelio che si concedeva nei suoi balzi temporali, sembrava rimbombare nel corridoio deserto del Viminale. Mattia si schiacciò contro la boiserie di legno scuro, trattenendo il respiro. Indossava una camicia di tela grezza e dei pantaloni di velluto un po’ troppo larghi, rimediati in fretta da un rigattiere di Bologna prima del salto. Era il 12 giugno 1946. Mancavano poche ore alla notte che avrebbe cambiato l'Italia per sempre. Il salto era stato brusco.  Gli italiani avevano scelto la Repubblica, ma Mattia sapeva anche quello che i libri spesso liquidavano in due righe: tra il 10 e il 13 giugno l’Italia era stata una polveriera pronta a esplodere. Il Re Umberto II non riconosceva i calcoli provvisori della Cassazione; il Presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi, era pronto a prendere i poteri. C'erano due capi di Stato in contemporanea. Bastava una scintilla per scatenare una nuova guerra civile. E la scintilla ...